In questi ultimi anni ho spesso pensato a quanto sarebbe stato necessario un cammino formativo più puntuale e specifico all’interno dell’Istituto, non solo per chi si prepara ad emettere o a rinnovare i voti, ma anche per chi, come me, è già in cammino da diversi anni. Mi sembrava necessario per vari motivi: innanzitutto per una maggiore coscienza del legame esistente con l’Istituto; poi per acquisire la consapevolezza di uno specifico che ci appartiene; infine per mantenere una propria identità all’interno di un mondo ecclesiale molto vario, che propone e coinvolge in diverse forme di spiritualità. Per tutte queste motivazioni, ho ritenuto di non dover sottovalutare la possibilità di partecipare all’incontro formativo organizzato dall’Istituto su un tema specifico e molto importante per noi, rispetto al quale mi sento sempre tanto impreparata: la comunicazione. È stato bello, come sempre, vivere l’incontro con le sorelle e assaporare un clima di famiglia (ogni volta che torno a Casa Annunziatine ho davvero l’impressione di “tornare a casa”). Importanti fin dall’inizio i richiami allo Statuto: l’invito a rispondere sempre più ardentemente all’amore di Dio per non spegnere l’entusiasmo che avevamo nei primi anni del cammino e a mantenere un rapporto vivo con il Signore ricentrando continuamente la nostra vita in Lui; l’attenzione all’uso dei mezzi moderni per fini apostolici: “colore” paolino che spesso rischiamo di non avere o di perdere. Interessante l’incontro con don Walter Lobina, coinvolgente la modalità da lui utilizzata per farci sentire, da subito, dentro la comunicazione e farci cogliere come la tecnologia influisca sulle menti e sui comportamenti.
Tanti i riferimenti al mondo giovanile: siamo inserite in un mondo che è cambiato, in un “sistema policentrico”: per il giovane di oggi coesistono più “centri” alla pari, tutto può essere importante e meno importante al tempo stesso. Occorre prendere atto di queste trasformazioni, eppure… continuare ad annunciare la presenza di Dio! Porre Dio al centro dei significati! Essere testimoni convincenti, coerenti, impegnati per diventare comunicatori efficaci, anche con le nostre debolezze. Tra le varie sottolineature di don Walter l’invito a recuperare l’entusiasmo che avevamo quando abbiamo capito che Dio ci voleva per sé e a rivedere il nostro impegno apostolico alla luce della nuova realtà. Siamo immerse nel mondo della comunicazione, non possiamo restarne fuori, altrimenti rischiamo di porci fuori dalla società. Se possiamo, siamo tenute al cambiamento. Ci è stato detto che Dio ci consacra per essere sua pubblicità nel mondo e la pubblicità non può essere nascosta; tutto il nostro essere fa pubblicità a Dio, anche il nostro modo di proporci e di presentarci agli altri: tutto il nostro essere (compreso il nostro corpo) mostra e indica la nostra consacrazione. Ricordiamo l’insistenza di don Alberione sullo stile di vita! Le sollecitazioni ricevute durante le omelie sono state tante.
Conservo in me l’impegno a leggere e ad ascoltare la Parola, a meditarla, a coltivare lo studio per un aggiornamento che non può e non deve mancare; ho colto i ripetuti inviti a superare pessimismi e tristezze, a puntare all’essenziale, a coltivare il desiderio di Dio: chi cerco al mattino, quando mi alzo? L’anima mia ha veramente sete di Dio? So dare al Signore tutta me stessa? A Dio non possiamo dare alcuni momenti, Egli è la nostra forza, il nostro liberatore, diamogli spazio perché sia davvero Lui a gestire la nostra vita! Quanto è stato bello il pellegrinaggio alle Tre Fontane effettuato nell’ultima mattinata! Quanto è stato emozionante ripercorrere l’ultimo tratto della vita di Paolo e cogliere, nei luoghi e nei segni venerati, la sua presenza di Padre e Maestro nella fede. Quanta emozione, quanta serenità e la certezza di essere accompagnate nel cammino, forse non sempre chiaro e gioioso, ma… proteso verso la mèta. Suor Tecla amava dire: “Se non si può essere sempre nella gioia, si può essere sempre nella pace”.
Tiziana Baretta